Le istituzioni scolastiche possono trattare i dati personali necessari al perseguimento delle specifiche finalità istituzionali, che sono comunque finalità di rilevante interesse pubblico, in ossequio ai principi di finalità e non eccedenza, oppure quelli espressamente previsti dalla normativa di settore. In linea generale, il principio guida è che non possono essere chiesti dati non rilevanti per la finalità istituzionali. Nel caso in oggetto, il questionario per la rilevazione dei fabbisogni formativi dei docenti risponde senza dubbio al soddisfacimento dell’interesse pubblico di elaborare, avendo a disposizione dati significativi, il piano di formazione del personale della scuola. In questa logica, il rifiuto di indicare il nominativo nella sezione “ambiti di interesse” non sembra giustificabile, anche perché il dirigente scolastico, per garantire le proprie funzioni istituzionali e la gestione unitaria dell’istituzione scolastica, deve disporre di informazioni significative, collegate anche alle classi di concorso di appartenenza. Si ricorda inoltre, che l’Istituzione scolastica è comunque, secondo il codice privacy, il titolare del trattamento dei dati e come tale risponde della riservatezza degli stessi e della eventuale diffusione di dati personali. A ciò si aggiunga che le informazioni ricavabili dai questionari non sono oggetto di diffusione e pubblicazione, ma solo di utilizzo interno da parte del dirigente o di un delegato all’uopo autorizzato. Poco convincente, perché non strettamente collegata al principio della non eccedenza, appare la richiesta concernente l’utilizzo del cosiddetto “bonus docente”, perché non direttamente collegabile al piano di formazione; trattasi, inoltre, di scelte dipendenti anche dai personali interessi culturali e professionali del singolo docente. Ricapitolando: 1) Una risposta precisa “al millimetro” dipende ovviamente dal testo del questionario e dal tenore dei dati richiesti ai docenti, elementi che non abbiamo; 2) non viola la privacy (e quindi non c’è violazione di nessuna norma) chiedere il nominativo del docente perchè il questionario è mirato a tarare meglio l’intervento della scuola sulla base dei bisogni formativi; 3) ovviamente i dati non vanno diffusi o comunicati all’esterno; 4) i dati vanno conservati a scuola per un tempo limitato, una volta analizzati e costruita la proposta formativa della scuola i dati vanno cancellati oppure resi anonimi; 5) va data adeguata informativa ai docenti sull’uso dei dati e la finalità della rilevazione; 6) sembra, a prima vista, eccedente il trattamento e quindi sconsigliabile la rilevazione sull’uso del bonus.

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