L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione sull’attività svolta nel 2018.

In relazione alla Pubblica Amministrazione, particolare attenzione è dedicata al diritto di accesso civico, in merito al quale il Garante ha reso numerosi pareri ai Responsabili della prevenzione della corruzione (Rpct) o ai difensori civici. L’oggetto dei pareri ha riguardato il trattamento dei dati personali riferiti a lavoratori e dipendenti della p.a.; dati personali contenuti in titoli abilitativi edilizi; sentenze, atti e dati giudiziari; tasse e contributi; verbali della polizia municipale nonché a permessi per veicoli.

Va rilevato che “l´attività di verifica si è concentrata su enti pubblici, soprattutto Comuni e Regioni, che svolgono trattamenti di dati personali  mediante app per smartphone e tablet, (con  particolare attenzione all’eventuale profilazione e geolocalizzazione degli utenti); sulle grandi banche dati; sul sistema della fiscalità, con speciale riguardo alle misure di sicurezza e al sistema degli audit; sul sistema informativo dell´Istat e sullo Spid.

In materia di trasparenza on line della P.a. e pubblicazione di dati personali online, il Garante è stato chiamato a pronunciarsi su numerose questioni, richiamando “le amministrazioni a rispettare canoni di proporzionalità e a contemperare obblighi di pubblicità degli atti e dignità delle persone.” E’ intervenuto a bloccare la diffusione on line, su siti di amministrazioni pubbliche, di dati sensibili delle persone. Ha fissato precise regole per l’esercizio del diritto di accesso civico.

Qui Relazione 2018

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