I siti dei comuni italiani e più in generale della Pubblica Amministrazione, presentano varie carenze.

In particolare, da uno studio effettuato dall‘Osservatorio di Federprivacy,  il 47 % dei siti dei comuni italiani è a rischio, su un campione analizzato di 3000 siti web.

Una delle cause è rappresentata dall’utilizzo da parte di 1.435 sui 3.000 comuni analizzati di “connessioni non sicure basate sul vecchio protocollo “http”, e per questo sono etichettati come “non sicuri” dai principali browser”.

Ed ancora, nonostante è fatto obbligo a tutte le P.A. la nomina del DPO interno o esterno, 1.079 dei siti analizzati “non rendono disponibili i dati di contatto del Responsabile della Protezione dei dati”

Inoltre, il monitoraggio svolto da Wired ha individuato una serie di siti web pubblici non ancora adeguati al Gdpr ad un anno dalla sua entrata in vigore. Infatti “molti di questi siti non hanno un’informativa privacy aggiornata al nuovo Regolamento Europeo, ma fanno riferimento ancora alle vecchie normative.”

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